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Recensione/Magot di Roberta Barabino
Recensione/Magot di Roberta Barabino
La voce di Roberta così come la musica che l'accompagna in Magot ha l'irruenza di una carezza dolcissima.

Bertuccia, ma anche tesoro (in francese) ossia Magot è il titolo del primo disco di Roberta Barabino pubblicato per Incipit Records, distribuzione Egea.

La natura di questo cd noi l'abbiamo colta dal primo ascolto, ma anche dalla stessa copertina, disegnata dall'artista Giovanni Rizzoli, o ancora di più dai disegni che accompagnano il libricino dei testi.

Delicate e semplici con dei testi sinceri, le canzoni di Roberta raccontano di persone incontrate, di situazioni vissute, ma anche di sentimenti che si provano quando si è soli nella propria stanza o passeggiando all'alba per Genova.

Dalla prima canzone Una Mezzaluna sino all'ultima Tutta l'aria che vorrei si distende sulle note una serie di panorami colorati dalle armonie degli archi.

La collaborazione con Gnu Quartet e in particolare con Raffaele Rebaudengo che insieme a Roberta ha curato la produzione artistica rende Magot un dipinto sofisticato ma accessibile a tutti.

E quindi, ascoltate Magot! Magari proprio mentre siete immersi nella vostra quotidianità, perché forse la caratteristica preponderante che abbiamo riscontrato in questo lavoro sta nella naturalità con cui ci si immerge nelle sue atmosfere che per lo meno a noi hanno trasmesso tanta serenità.

Redazione Beat Ramona

foto di Maurizio Logiacco
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